Tuesday, December 11, 2012

101 Street Food: Tacos Radici e Fasioi

a few weeks ago i was kindly asked to enter a contest about street food and wine, organized by Quota 101, an awesome farm in Veneto. if you go to their home page you can easily see that i share one of my great passion with them: i'm talking about picnics. (oh, you're right: wine, too!) so, i simply had to say yes. the recipe i have to share for the contest must be written in italian, so i'm sorry but the words below will be written in my beloved mother tongue.

un paio di giorni fa ho scritto una piccola introduzione al tema street food, una riflessione che mi ha portato a scegliere le mia ricetta, in modo che avesse delle storie dietro, che non fosse solo inchiostro su un pezzo di carta. veloce, tipica, e street. cioè semplice da preparare, fatta con ingredienti tipici, che parlino di un luogo, delle sue facce e dei suoi sapori, e street perchè devi poterla mangiare dappertutto, in ogni occasione.. anche una cena improvvisata con le amiche o una sosta dopo una corsa in lambretta.
a me è piaciuto raccontarli così, questa ricetta e questo vino, il Malterreno.


radici e fasioi è uno dei piatti che più raccontano il luogo da cui provengo, parla di lunghi inverni, di cucina povera ma gustosa, di famiglie numerose, di dialetto veneto. usare ingredienti di stagione mi sembrava il minimo, e cosa può esserci di più stagionale che il fiore d'inverno, il radicchio rosso di Treviso?
le tortillas sono un grande classico dello street food, rimpinzate all'inverosimile e mangiate con le mani, piegate in tanti modi diversi: io le ho preparate con la farina di mais Biancoperla, un altro orgoglio del territorio. la salsa era di zucca e pancetta, leggermente piccante, in cui intingere il taco.
il Malterreno di Quota 101 è un bianco veneto IGT, per cui è andato felicemente a sposarsi con degli ingredienti della sua terra.

angelina e bobi (le avete già conosciute all'osteria senz'oste) sono venute da me per una seratina tra gossip e bicchieri di vino, cucinando insieme.
ecco la ricetta completa (le dosi sono approssimativamente per 3 persone):
tortillas
280 gr farina di mais biancorperla, 300 ml acqua, 2 pizzichi di sale, 1 cucchiaio olio d'oliva. sciogliere il sale nell'acqua tiepida. aggiungere l'acqua e l'olio alla farina. impastare bene, lasciar riposare per 15-20 min. tagliare due fogli di carta da forno (25x25), fare una pallina di impasto e schiacciarla tra i due con la mano, stendere col mattarello. scaldare una padella antiaderente (tipo crepiera). appoggiare i fogli sopra e toglierli uno alla volta. cuocere 2-3 min per ogni lato.
ripieno
radicchio rosso di treviso tardivo (700-800 gr), fagioli borlotti. cuocere il radicchio tagliato a pezzetti nel soffritto. salare e pepare. aggiungere i fagioli precedentemente cotti in una casseruola coperti da 3-4 dita d'acqua. 
salsa
soffriggere la cipolla, aggiungere la pancetta (6 fette di pancetta arrotolata, a pezzetti), sfumando con il Malterreno. aggiungere la zucca a tocchetti (mezza di quelle piccine), sale, pepe e peperoncino, cuocere aggiungendo brodo finchè la zucca si spappola bene. frullare tutto con il frullatore a immersione! 
n.b. i tacos vanno farciti e piegati quando le tortillas sono ancora calde.

abbiamo cucinato, mangiato e brindato con il Malterreno, che con il nome racconta la bellezza imperfetta delle colline in cui crescono le sue uve (tai/tocai e garganega). in una delle prime gite primaverili che faremo in lambretta speriamo di riuscire a spingerci fino a vederli, questi colli! è un vino morbido e delicatamente fruttato, bilanciava armoniosamente l'amarognolo del radicchio, e il piccantino della salsa lo esaltava. (ad ogni modo mi sono divertita più a creare situazioni ed esperienze dietro a questo abbinamento di ricetta + vino, che a lambiccarmi su proprietà organolettiche e schede tecniche.. dubito che i signori di Quota 101 me ne vorranno, dato che stando al loro manifesto, anche loro preferiscono far parlare storie e suggestioni ♥)

dopo giorni di pioggia e neve, il sole di domenica ha permesso una scampagnata dicembrina in sella alla lambretta, sulle collline della pedemontana. solo le ore appena prima e appena dopo pranzo sono abbastanza calde da permettere un bel giro, e i tacos appena fatti si sono mantenuti tiepidi. in questo caso, ho messo la salsa di zucca e pancetta direttamente dentro la tortilla. 

quando facciamo dei lambretta picnic solitamente io e marco non ci portiamo del vino (chi guida non deve bere!), ma una sua versione street e invernale che adoriamo è sicuramente il vin brulè
provate a scaldare il Malterreno con un cucchiaino di zucchero, dei pezzetti di mela e pera, un chiodo di garofano e una puntina di cannella! (e poi prendete la bici, i picnic sono fantastici anche così)







Saturday, December 8, 2012

Street Food, an introduction

I was asked to invent a street food recipe, paired with a wine. So, I thought: what does it have to do with me, and with my blog? This is not a blog about food. Not a blog about wine. But I like wine. And I do love good, fresh, locally produced food. It's not about travel in general, either. I love to travel, of course. But this is a space where I'd love to talk about a way to enjoy a land, its streets, spots, traditions, products, flavours.
That's what I have in common with street food.

When I think about "street food" I can't stop thinking about how refreshing that pineapple I bought on the hot & wet street of Bangkok was, and about how I felt, eating yakisoba at Mitama Matsuri in Tokyo: I was alone, not lonely. I was living the place, fitting in, understanding something about that land.

Street Food is quick >> but just because it's simple, easy to prepare, you don't have to eat it quickly! On the contrary, it's better if you take your time, and enjoy it with someone else: you'll never forget its taste.

Street Food is typical >> it talks about a place: tradition, culture, history, folk, are its ingredients.

Street Food is, well, street! >> you can eat it in your cozy living room ( with that friends of yours that showed up at your door on sunday evening), sitting on your couch watching a movie, on a bench in the park, during a picnic or a roadrip: everywhere.

Watch out, or you'll stain your shirt (I usually do).


Monday, December 3, 2012

no weather for lambrettas. November.



Novembrrrrrrr
Lots of work, lots of rain. Lately, we haven't had the chance to ride our Lambretta around. It was better to stay indoors, where it's warm and cozy. We had a couple of lovely cooking night in with Ani and Giovi, like gnocchi night.




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