Thursday, 11 February 2016

"i diari" on the Lambretta Club d'Italia magazine #1 {in italiano!}

after a few weeks of silence (due to work, wedding planning and a new calligraphy class i'm attending) i'm back sharing a post i wrote some months ago for the Lambretta Club d'Italia magazine. i share it just like i published it, in italian!

this article originally appeared in Notiziario Lambretta Issue No.46 October-December 2015 printed by Lambretta Club d'Italia

***

la nascita di una passione, raccontata online 
seconda serie, inchiostro su carta




ora è un po’ come se avesse sempre fatto parte della nostra vita, ma basta che mi fermi un attimo a pensarci, e me lo ricordo benissimo com’è cominciata.
la vita prima di diventare dei lambrettisti non era poi così diversa, le cose che ci appassionavano sono più o meno le stesse di adesso. l’incontro con Lei si è solo incastrato perfettamente, un pezzettino di puzzle che mancava, la scintilla che ha permesso ad un lato di noi che già c’era, lì in un angolo all’ombra, di uscire, di illuminarsi.

una questione di famiglia
partiamo dall’inizio.
una domanda che ci viene posta in modo ricorrente è se la nostra lambretta sia un’eredità di famiglia. non lo è. da un lato ci dispiace un po’, sarebbe stato bello ed emozionante continuare a far correre sulla strada una tradizione familiare. dopo appassionanti ricerche, abbiamo dato il via a questa nostra tradizione di famiglia nel 2011, dirigendoci con un fugone prestato da un amico verso le colline emiliane, e portando a casa, tra le colline trevigiane, una seconda serie Li del 1960 targata FE. quando siamo in giro, è il nostro spiccato accento veneto a rivelare la nostra vera provenienza.
l’accostamento due ruote + motore fa spesso scattare una sorta di allarme automatico nella testa di chi ha figli; e come la maggior parte dei genitori, anche i nostri guardavano un po’ di traverso a questo acquisto. sapete chi invece si è fatta una bella risata davanti alle loro preoccupazioni? chi ci ha guardato partire per il nostro primissimo giro di ricognizione in due (tipo due km e non so se abbiamo mai messo la quarta) con uno sguardo super compiaciuto ed emozionato? mia nonna.
che subito dopo si è messa a sciorinare storie di viaggi mirabolanti sulla settantina di chilometri di strade non asfaltate che negli anni ’60 la separavano dal suo paesino d’origine in montagna, dove con mio nonno si recava ogni volta che poteva. in lambretta. caricando pure le figlie e ogni tanto anche qualche gallina, in una scatola forata sul portapacchi.
così ho scoperto che la lambretta forse era una tradizione di famiglia, solo che ancora non lo sapevo. e pagherei per avere una fotografia dei miei nonni e delle mie zie, stipati con tanto di bagagli su quella terza serie grigia. l’unica che mia nonna è riuscita a trovare è di diversi anni dopo, questa polaroid che ritrae la lambretta, mia mamma e una sua cuginetta.
Orsago, febbraio 1973, polaroid
il diario
se l’idea di portare “due ruote di felicità” nelle nostre vite è stata al 100% di Marco, fin da quella prima uscita entrambi abbiamo trovato un nostro personale modo di relazionarci con il nuovo mezzo. io sono una viaggiatrice, lo ero anche prima, probabilmente lo sarò sempre. la lambretta ha portato qualcosa in più, i miei sogni di viaggio sono diventati sogni d’avventura. Marco è il lambrettista. lui guida, aggiusta, smonta e rimonta, si gode la strada. seguendo la mia inclinazione naturale a pianificare, scrivere, fotografare e disegnare, dopo neanche un anno di giretti, perlopiù vicini a casa, ho avuto l’idea del blog, che avrebbe unito le nostre due anime, la passione per la lambretta al racconto di viaggio.

 
agosto 2011, la mia prima guida





è nato così i diari della lambretta, un diario del nostro ri-esplorare il mondo, un chilometro per volta, con lei. posti preferiti, nuove scoperte e tradizioni locali sono entrati nel blog. le passioni per la buona tavola, per la fotografia analogica e per le situazioni conviviali, combaciavano perfettamente con il tema.


uno stile di viaggio
inizialmente era solo un modo per condividere i migliori scorci del nostro vagabondare; anche per noi era interessante vedere come il punto di vista, da due (vecchie) ruote, cambiasse. pian piano ha finito per influenzare per intero modo di viaggiare.
la lambretta è lenta, ti obbliga a fare i conti con il tempo, a sentire la strada. a leggere la mappa, a guardarti intorno, a capire cosa ti sta succedendo. oggi simboleggia il nostro stile di viaggio, l’ha plasmato a suo modo.
ci piace viaggiare fuori dalle rotte turistiche tradizionali, essere attenti alla sostenibilità. siamo curiosi delle tradizioni locali, amanti del cibo da strada, quello che parla per il suo territorio. non importa quanti chilometri facciamo, quanto veloce andiamo, e non è neanche così fondamentale se stiamo viaggiando con la lambretta o no (viaggiamo anche senza eh, cosa credete), è l’approccio a rimanere invariato. 

questo è quanto mi piacerebbe raccontarvi, da questo numero in poi, anche su queste pagine.
a presto,
Silvia
a spasso nella campagna tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, marzo 2013, bivacco




questo articolo è stato originariamente pubblicato nel Notiziario Lambretta n 46 ottobre-dicembre 2015 edito dal Lambretta Club d'Italia.

9 comments:

  1. And here I feel privileged to be able to read this!
    Lovely photos and I really love your illustration, as usual! ♥

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  2. è meraviglioso avere una passione da condividere in due, la cosa ancora più bella (per me/noi) è poterne leggere qui :)
    PS. Ma ti sposi?? ��

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    Replies
    1. eh, pare proprio di sì ♥♥♥♥
      grazie Vale ;)

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  3. well i didn't understand the words but loved your photo on lambretta and illustration <3
    do tell us about your wedding planning.

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    Replies
    1. thank you dear Pratiksha ♥
      i don't want to reveal too much about the wedding plans, but i will share a couple of things, promise ;)

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  4. I like the drawing of the Lambretta. My neighbour still has his in bright red. It is a 1972 model. Both his niece and nephew are fighting over their rights to it!

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    1. thank you! I would fight too if I was one of them XD

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  5. I shot a wedding at this place recently. It is such a simple and classic venue to shoot at. The coordinator at NYC wedding venues was also such a pleasure to work with as well as the staff. Would recommend this place for any couple looking for an intimate wedding!

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